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3. "IL PARADIGMA DELLA RESILIENZA ASSISTITA CONSENTE DI OPERAZIONALIZZARE E TRASFERIRE L’APPROCCIO AL LAVORO SUL CAMPO"

Lavoriamo in contesti grigi, un grigiore che avvolge e intrappola bambini e ragazzi. Lavoriamo in contesti brutti, che fanno uscire la brutalità di bambini e ragazzi. Noi non possiamo cambiare il nostro quartiere dall’oggi al domani, ma possiamo far sì che i ragazzi abbiano l’opportunità di vedere qualcosa di bello, di fare qualcosa di bello. Dobbiamo essere delle fabbriche di piccole opportunità capaci di piantare un semino verde nei nostri bambini, affinché un po’ di bellezza cresca in loro e si propaghi intorno a loro.” Operatore di un centro diurno per minori, Rete IO CONTO. 

Il concetto di resilienza, in continua evoluzione e sviluppo, è sempre più inserito nell’ambito di linee guida, best practices e mission di organizzazioni ed enti nazionali ed internazionali che operano in ambito umanitario. Tuttavia, se vi è un riconoscimento generale circa l’importanza dell’integrazione del costrutto di resilienza nell’ambito di programmi e progetti di promozione del benessere e supporto psico-sociale, risultano ancora ridotti azioni e programmi promossi per formare gli operatori all’applicazione di tale costrutto sul campo.  


Da qui nasce la proposta di RiRes di elaborare metodologie, strumenti e workshop di resilienza delineati per operatori deputati alla presa in carico delle fasce più vulnerabili di popolazione, da inserire in percorsi formativi di resilienza assistita. Ad oggi, più di 500 operatori in 15 paesi di Africa, America Latina, Asia e Europa, sono stati formati da RiRes al paradigma della resilienza assistita, e lo applicano con i propri utenti. Le organizzazioni e le comunità formate al paradigma della resilienza assistita hanno l’onore e il privilegio di generare nuove opportunità e di far diventare possibile l’impossibile (Forés, Grané y Ollé, 2014).